Comunità? Si, grazie! - Numero 2

Copertina AC Numero 2

Le reti solidali contro l'individualismo

Correva l’anno 1887 quando il sociologo tedesco Ferdinand Tönnies descriveva la comunità come un rapporto reciproco tra le persone fondato su una convivenza durevole, intima ed esclusiva. Un approccio ripreso e rielaborato nei decenni più tardi da Max Weber e da altri pensatori del Novecento dal quale emergono i valori positivi della condivisione delle vite per la felicità delle persone e la coesione sociale. Il destino ha voluto che la sociologia fosse considerata una scienza minore, seppur “umana”, e fosse lasciata ai dibattiti accademici in compagnia della filosofia. A governare il mondo sono arrivate le scienze maggiori, economia e finanza, portando con sé globalizzazione e consumismo. Dalla comunità si è passati all’individualismo sfrenato dove ognuno compete con gli altri e i rapporti diventano, per dirla con il filosofo Zygmunt Bauman, “liquidi”, ossia fragili, privi di certezze. Senza più punti di riferimento le persone si affidano all’apparire, nuovo valore da perseguire, e al consumismo. Miraggio che non appaga i desideri e li rende presto obsoleti, minando serenità interiore e creando squilibri a Madre Terra. Da sani “alterati” rivalutiamo sociologia e filosofia proponendovi alcune suggestioni per recuperare sprazzi di comunità nelle diverse sfere dell’esistenza, dall’abitare al viaggiare, dal nutrirsi al lavorare. Sono le iniziative emergenti di persone desiderose di un vivere comune, consapevoli dell’accresciuto benessere, individuale e collettivo, portato dalla condivisione delle emozioni e dei saperi. Un mondo fatto di valori di comunità bramoso di riappropriarsi della “solidità” perduta percorrendo insieme nuove vie. Quella per l’edificazione dei “Monasteri del terzo millennio” di Maurizio Pallante dove contemplazione e lavoro convivono in armonia. E “La rivoluzione delle reti” concepita dal filosofo brasiliano Euclides André Mance nel quale le reti internazionali di consumo alternativo portano all’altra globalizzazione, quella della collaborazione solidale.

Per proseguire nella lettura del nostro approfondimento: "Comunità? SI, grazie!"